Restituire

Sono affascinato dalla parola “restituire”; me l’ha insegnata il mio amico Andrea ed i suoi folli compagni del SERMIG di Torino. E’ gente decisamente sopra le righe, persone visionarie che hanno il dono di portare un pezzo di Cielo qui sulla terra.. dono raro e quanto mai prezioso di questi tempi.
Secondo Andrea & co. ogni nostra “azione di bene” verso gli altri è una declinazione del verbo restituire…bella no ? In realtà la radicalità di Andrea va ben oltre: tutta la vita per lui va vissuta secondo una logica di restituzione e questo rende la cosa ancora più affascinante.
Il verbo “dare” contiene in sé un fastidioso (quanto pericoloso) “effetto collaterale”. Se non adeguatamente accompagnato da una buona dose di umiltà (humus, un sano “odore della terra”), rischia di indurci in quella nociva forma di narcisismo che è il senso di superiorità: se io ti do, è perché tu non hai..io ho, tu no..quindi..
Il verbo restituire è capace di tenere a freno questa irriflessa propensione dell’anima: la restituzione è possibile solo quando riconosco che c’è stato un DONO ORIGINARIO, in forza del quale nasce in noi un debito. Ogni nostro “dare” non origina da un “surplus” da condividere, ma da un “necessario” da rendere indietro, da qualcosa che va ridato al legittimo proprietario. La restituzione contiene una logica circolare che sa promuovere e valorizzare donante e ricevente: c’è un dono fatto, un dono ricevuto ed un dono restituito. E’ una logica assolutamente simmetrica e paritaria, in quanto nessuno ha un posto privilegiato in questo fecondo circolo del dono, se non colui che di questo dono è all’origine, ossia la Vita.
La restituzione contiene poi in sé una venatura semantica preziosa, che si accorda alla virtù della giustizia. Stando ad Andrea, “dare indietro” non è una opzione tra le tante della vita: essa è esigita da un senso di giustizia che ci “invita” a rendere ciò che appartiene a ciascuno. In altre parole la restituzione ha a che fare con la giustizia intrinseca della vita, secondo la quale, per usare un noto proverbio indiano, “tutto ciò che non viene donato va perduto“.
Eh si… persone originali Andrea ed i suoi amici, gente che usa una logica poco “mondana” e molto “profetica”, persone poco abituate a fare di conto, poco propensi a bilanciare entrate ed uscite, sempre in perdita, sempre in debito. Curioso che però il cesto della loro vita sia sempre così colmo e traboccante..già..Misteri dalla Vita…

PS1: La foto nella home page è quella della porta di casa di Andrea e Giuditta (sua moglie). Da anni infatti, proprio per poter restituire meglio, hanno fatto la scelta di vivere con la porta di casa sempre aperta… ve lo dicevo.. è gente visionaria..

PS2: se volete conoscere meglio il mio amico Andrea date un occhio a http://www.arsenaleaccoglienza.org/ oppure andatelo a trovare.. la sua porta è sempre aperta..

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...