Sulla soglia

Provo sempre un certo fascino per un luogo singolare come quello della soglia, anche se devo ammettere che faccio una certa fatica ad abitarlo. La soglia è un luogo intrigante, si incontra sempre gente interessante, talvolta stravagante ma mai banale, mai scontata. La soglia è un luogo “duro” in cui stare: è un posto poco protetto, sempre esposto a mille intemperie, spesso scomodo e poco salutare; tirano brutti spifferi e pericolose correnti d’aria; si è esposti alle impurità che vengono da fuori, mentre, allo stesso tempo, si avverte il fascino ed il richiamo del tepore del dentro. La soglia è quasi un “non-luogo”: non più in casa, con tutti i suoi comfort, e non ancora sulla strada, con il ritmo e l’eccitazione che il vivere fuori sempre porta con sé.
Ma forse è per questo che la soglia è un luogo così affascinante: è luogo di passaggio, luogo di incontro, in cui è facile dover sgomitare tra chi va e chi viene o, talvolta, incontrare qualcuno che non si decide sul da farsi, che sta lì, in attesa, quasi a mezz’aria… La soglia porta con sé la promessa e l’auspico di un passaggio, di un movimento, di un cambiamento; è un luogo “temporaneo” dove non si mettono radici, dove non si pianta la tenda: si sta in piedi, pronti per il viaggio o in procinto di rientrare in casa.

Amo abitare le soglie che accompagnano le esistenze delle persone. Mi piace essere uno di quelli che incontri alla porta, che ti fanno gli onori di casa o ti danno l’arrivederci in vista del viaggio. Molte persone che incontriamo “stanno alla porta e bussano”.. indecise sul da farsi o preoccupate e spaventate di fare un passo. Talvolta si tratta di una scelta di vita, di un momento di svolta dell’esistenza o di un problema imprevisto..fatto sta che ci sono momenti in cui si resta sospesi tra un desiderio di partire e un altrettanto impulso a rintanarsi in casa… Ho l’impressione che queste persone “liminari” aspettino qualcuno che li guardi con sguardo rassicurante e sim-patico (come capacità di patire insieme) e sappia dare loro un convinto benvenuto o un caloroso arrivederci; spesso basta un poco.. nella maggior parte dei casi ci si deve accontentare di abitare l’incertezza dell’altro, di renderla meno solitaria e angosciante. Accade che nelle molte soglie della Vita sia sufficiente esserci, mostrarsi presenti, come a dire: “Sono qui, ti aspetto”.

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