“dove sei?”

Dopo che ha mangiato il frutto dell’albero, Adamo si sente rivolgere una domanda da Dio: “Dove sei ?” E’ una domanda semplice, quasi innocua ma che ha un portato esistenziale forte, dirompente, quasi inquietante. Questa domanda rivolta ad Adamo, è rivolta ad ogni uomo di ogni epoca, latitudine e cultura. Dove sei? Anche oggi rimbomba nel silenzio e nella frenesia delle nostre vite: dove sei? Dove sei tu che ora stai scrivendo, dove sei tu che stai leggendo?

La domanda ci forza a guardarci allo specchio per interrogarci su qual è il punto nel nostro cammino, a quale tappa siamo giunti, a quale miglio siamo arrivati. Dove sei? Adamo a questa domanda resta spaesato perché per paura si era nascosto. Capita spesso anche a noi: per paura ci nascondiamo dalla vita dalle nostre responsabilità, dalla nostra vocazione, dai nostri sogni. Dove sei? In quale posto abiti, in quale angolo di questo mondo ti senti al sicuro, protetto, a casa ? Dove sei? Il mondo, il tuo ambiente, è luogo ospitale e domestico o terra che impaurisce, landa che genera terrore, deserto inospitale ?

In altre parole la domanda “dove sei?” ci spinge ad ammettere a noi stessi se viviamo la vita nascosti, in preda alla paura o in mezzo al giardino, con apertura e fiducia; se ci sentiamo “nudi” in questo mondo, bisognosi di protezione ed esposti allo sguardo violento degli altri o figli affidati alla cura del Padre, alle sue mani sicure ed affidabili.

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