come un giocoliere…

Siamo intrappolati in una vita molto (spesso troppo) complessa. Le nostre giornate si ispirano sempre più frequentemente all’arte di un giocoliere, che deve tenere in aria i suoi birilli con abilità e destrezza. Viviamo completamente concentrati sui movimenti delle braccia, intenti a non perdere il ritmo e a non far cadere i pezzi, coinvolti, anzi prigionieri, di un gioco il cui andamento non ci lascia respiro. E guai a distrarsi: un piccolo ritardo e tutto precipita a terra e tocca ricominciare da capo. E capita pure che con gli anni, altri birilli si aggiungano o che il ritmo del movimento diventi ancora più intenso, mettendo così sempre più a dura prova concentrazione e resistenza.
Abbiamo così tutti maturato eccellenti doti circensi, abilità che forse ai nostri nonni non erano richieste ma che la società attuale impone come competenze minime per la sopravvivenza. Temo che tutto questo correre sia il dazio da pagare alla nostra tanto amata post-modernità: sempre connessi, sempre raggiungibili, multi-tasking, sempre in pista, sempre di corsa…Ed il “bello” (si fa per dire) è che ogni qual volta trovi il ritmo giusto, la corretta cadenza del movimento, qualche elemento estraneo perturba questo stato di “equilibrio instabile” e manda in crisi il gioco.
Mi trovo ormai sempre più spesso a chiedermi se davvero abbia un senso tutta questa agilità, questa frenesia e concentrazione: mi pare talvolta un grande spreco di tempo e di energie. Mi accorgo che sto diventando ormai allergico a tutto ciò che si traduce in un nuovo birillo da far muovere. Apprezzo quanto rappresenta, anche solo lontanamente, un barlume di semplificazione; mi trovo ad apprezzare la parola “meno”, “semplice”, “essenziale”..in fondo non è necessario una vita “full-comfort” se essa porta con sé complicazioni e stress.
Pare che, molti anni or sono, i costruttori della Ford, per promuovere le proprie automobili, molto spartane ed essenziali, avessero coniato uno slogan pubblicitario: “tutto quello che non c’è, non si rompe“. Ecco, mi piacerebbe che prima o poi potesse diventare anche lo slogan della mia vita…
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