Calchi dal vero

Esistono diversi sentieri che conducono alla maturità, diverse strade, diversi modi per crescere.. mi rendo sempre più conto che troppo spesso restiamo fissi su una sola modalità per migliorare, quella che meglio corrisponde ai nostri schemi mentali. La Vita si mostra invece molto più creativa e varia, ricca di novità ed espedienti, portatrice di un sano sconvolgimento di tradizioni ed abitudini.

Ho sempre immaginato una crescita per “addizione”; un po’ come un pittore alle prese con il suo quadro, la maturità (che fa rima, non solo letterariamente, con felicità) è il risultato di una certa dose di pittura aggiunta alla tela; più la mano esperta sa aggiungere colore nei punti corretti, più l’immagine risulta gradevole ed il lavoro di pregio. Vista con lo sguardo del pittore dunque l’identità personale richiede continui elementi da ricevere ed integrare: esperienze, informazioni, incontri, letture, riflessioni, tutte ad aumentare quel bagaglio di competenze capaci di migliorare la persona. Nulla da dire.

Esiste tuttavia un modo un po’ differente di vedere le cose: è il punto di vista dello scultore. Per lui la perfezione la si raggiunge non per addizione ma per sottrazione; ogni colpo rivolto al blocco di marmo ha lo scopo di togliere ciò che non serve per fare emergere l’immagine che, senza tale sforzo, resterebbe nascosta, quasi mimetizzata, nel marmo grezzo e deforme. Anche in questo caso esperienze, informazioni, incontri, letture, riflessioni risultano elementi cruciali: essi tuttavia fungono da catalizzatori della rimozione, da facilitatori di quel complesso e doloroso processo che lentamente toglie, rimuove, elimina.

Il gesto esperto e deciso dello scultore rischia di apparire un po’ violento, aggressivo..Quando un tale colpo riverbera nella nostra vita, ci si sente un po mutilati, feriti, espropriati.. “rimuovere” porta sempre con se una esperienza di silenzioso dolore, un patire che lascia affranti… Tale dolore assomiglia tuttavia al dolore del parto, quando con angoscia e pianto siamo venuti al mondo: è il dolore della nascita e non della morte, è un dolore aperto alla speranza e non alla disperazione.

La vita purtroppo (o forse no) non ci fa scegliere il modo in cui preferiamo crescere, non ci da opzioni, spesso nemmeno si preoccupa di darci un ragionevole preavviso: essa accade, talvolta con il tocco delicato della mano sulla tela, talvolta con il colpo ruvido e violento dello scalpello sulla pietra.. possiamo ribellarci, scalpitare, recriminare..oppure assecondare la sua preziosa arte ed accogliere di diventare persone nuove.

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