nonne

Conservo la foto delle mie nonne sul mio comodino: sono una presenza silenziosa, calda, purtroppo a volte poco frequentata, ma comunque sicura e reale. Un nonno purtroppo non l’ho mai conosciuto e l’altro la Vita mi ha concesso il lusso e la Grazia di poterlo ancora abbracciare e baciare.
Credo sia impossibile descrivere o cercare di quantificare il bene che ho ricevuto dalle mie nonne che ora sono in Cielo: è come pretendere che lo stagno possa contare le gocce di cui è composto..

Ricordo la mia nonna Angela come una donna forte, autorevole, coraggiosa…La sento molto vicina a quel modello di “donna forte” che viene lodato ed esaltato nella letteratura sapienziale biblica. La mia nonna aveva una intelligenza brillante, vivida, talvolta al limite di un sano e realistico cinismo, tipico di chi nella vita ne ha viste molte e conosce e il cuore degli uomini. Era una donna sicura di sé, con idee chiare sulla vita, sulla famiglia e sul mondo e non mancava di arguzia nel sostenere le proprie posizioni ed idee. Godeva di quella meravigliosa forma di ironia che nasce solo dalla capacità di applicarla prima di tutto su se stessa. Le molte doti che possedeva avevano un nucleo sorgivo e sintetico: l’esperienza della sua Fede. Sì, perché mia nonna viveva una fede profonda, che nasceva da un cuore orante, si arricchiva di un pensiero lucido e si trasformava in un fare concreto che tradiva sempre questa sua lontana origine.

La mia nonna Ernesta era una donna semplice, di quella semplicità che è tipica della nostre culture contadine, una semplicità che era stata passata al crogiolo della vita che non le aveva fatto mancare fatiche, dolori e sofferenze. Mia nonna sapeva vivere, forse inconsapevolmente, quel naturale e divino movimento della Vita che è il donare. C’era per tutti, con una disponibilità che spesso rasentava quell’ingenuità che è tipica dei semplici, dei bambini e dei santi. Lei dava, naturalmente, come naturalmente parlava e camminava. Alla sua presenza coglievi una fonte di amore incondizionato, capace di dare sicurezza e di scaldare il cuore.

Purtroppo il tempo mi sta strappando molti ricordi feriali di loro, ma come contropartita, mi regala il senso e la profondità della loro presenza, mi permette di cogliere un po’ di più e meglio il dono che sono state per me. Le mie nonne hanno avuto la grazia di vivere due grandi virtù teologali: l’Amore e la Fede. Mia nonna Angela ha saputo guidarmi, dalla ricchezza della sua fede alla bellezza della vita; mia nonna Ernesta mi ha condotto, a partire dalla bontà della sua vita, al mistero della fede; entrambe mi hanno accompagnato ad essere quello che sono.

Che bello sarà un giorno poterle riabbracciare, sentire il loro calore, pelle a pelle, e rendersi conto di come la fede dell’una e l’amore dell’altra altro non erano che lo stesso sorriso di Dio.

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2 Comments

  1. Bravo hai colto l’esenza di due persone straordinarie che anch’io ho avuto il piacere di conoscere ed apprezzare nelle loro umilta’ e grandezza d’animo e qui mi fermo anche se come puoi immaginare potrei dilungarmi. Bravo concordo

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  2. Sì, bravo Marco. Posso aggiungere un ricordo? Visto che siamo quasi a Natale, volevo ricordare il presepe che la nonna Angela faceva su un tavolo dell’osteria. A me bambina sembrava grandissimo, con il muschio vero, come una volta. Per me è un bel ricordo di Natale e della nonna.

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