quello che resta…

Siamo giunti al termine di un altro capitolo: un anno si chiude ed un altro è pronto all’orizzonte. Il ritmo del tempo si ripropone implacabile…giorni, mesi ed anni scandiscono il divenire della vita, in cui tutto, prima o poi, diviene passato, memoria, identità.

Ma cosa resta di tutto questo fluire? Cosa si sottrae alla fugacità degli eventi e dei tempi? Cosa ci resta tra le mani dopo che tutto è passato, andato, trascorso?

La vita ha “macinato” e consumato molte cose: esperienze, incontri, successi e fallimenti, legami e perdite, nascite e morti, tutto ormai declinato al passato, prossimo o remoto decidetelo voi.
Il tempo ha anche inghiottito e corroso cose, chilometri, beni, soldi, oggetti e ogni cosa che esiste sotto il cielo. E’ un fluire costante…lento…prezioso e dannato..
Ancora: Cosa resta? Cosa rimane?

Penso che in fondo rimaniamo noi, ciò che siamo e ciò che siamo diventati.
Resta quanto le esperienze ci hanno cambiato e fatto maturare. Resta il dolore che ci ha fortificato ed i successi che ci hanno gratificato. Resta quanto la vita ha plasmato in noi, nel bene e nel male. Resta il nostro essere presenti a noi stessi, in modo permanente e tuttavia sempre nuovo. Resta la nostra identità ed il nostro valore che ha attraversato stagioni e tempi.

In fondo resta forse poco del molto che è passato…ma resta l’essenziale, il cuore delle cose che il tempo non riesce a disperdere.

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