mind the gap!

Qualche tempo fa, ad un open day con i figli per la scelta della nuova scuola, ho ascoltato una frase, certo non nuova, ma che mi ha fatto pensare. Rivolgendosi ai ragazzi in ascolto la preside ha indirizzato loro un invito: “ragazzi, ricordatevi di osare“. Era ovviamente rivolto alla scelta della scuola ma mi è parsa una suggestione interessante da cogliere.

Parola intrigante…osare…Osare è scommettere su se stessi e sul futuro, investendo sulle possibilità di successo. E’ dire: ci provo, mi butto, confido nelle mie capacità e sulle mie possibilità di riuscire. L’osare contiene anche un tono di sfida: è non lasciarsi imbrigliare nel già detto e nel già fatto, è rompere gli schemi, è credere nella possibilità di superare se stessi e le condizioni esterne.

Mi pare che coloro che osano hanno la capacità di individuare un momento preciso nel loro agire, quello che intercorre tra la valutazione razionale circa la scelta (considerando pro e contro, effetti e conseguenze) e la decisione di “fare” il primo passo. Esiste, anche se spesso resta inespresso, un salto tra pensare ed agire. Il pensare non potrà mai offrire tutti gli elementi per assicurare circa la bontà di una scelta; esse lascia sempre uno iato che è spazio della libertà del singolo, è luogo di possibilità.
Questo spazio non sarà colmato da un supplemento di pensiero..no..esso è tempo per l’audacia e per l’osare.. C’è un attimo in cui il soggetto è chiamato in causa in prima persona con la sua libertà, in cui è necessario buttare il cuore oltre l’ostacolo, vivendo l’esperienza della fiducia nella vita e nelle sue possibilità.

Il nostro agire custodisce in sé questo momento topico, come suo elemento proprio: è il tempo della decisione, l’attimo in cui occorre mollare gli ormeggi ed alzare l’ancora.
Da buon marinaio puoi studiare tutte le carte nautiche, conoscere le previsioni meteorologiche, avere una chiara idea delle correnti sottomarine e dei venti.. tuttavia l’atto del partire non dipende da queste cose, non ne è la diretta conseguenza. C’è un salto qualitativo incolmabile, a motivo del quale ciascuno è di fronte a se stesso e alla propria libertà. E’ il tempo dell’osare.

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