le nostre zone erronee

Ci sono emozioni che rendono torbide le sorgenti alle quali attingiamo, condizionano negativamente la nostra vita, si trasformano in atteggiamenti piuttosto rigidi che determinano la nostra condotta e che Anselm Grum così riassume: l’ambizione che ci tiene abbarbicati alla nostra immagine e ci fa perdere il contatto con noi stessi; l’ossessione del lavoro che viene cercato per nascondere i propri vuoti; il perfezionismo che ci pone continuamente sotto pressione; il voler dimostrare a tutti i costi di essere capaci di fare qualcosa, spesso reazione ad un sentimento di mancanza di valore o un complesso di inferiorità; la pretesa di fare tutti contenti; l’essere prigionieri delle attese proprie ed altri, a volte non adeguatamente vagliate o più immaginate che verificate; il lasciarsi dominare dalla rivalità verso gli altri ed il bisogno di confrontarsi continuamente con loro (segno di una debole autostima); il voler controllare tutto e finire per perdere il controllo anche di ciò che possiamo controllare; i sensi di colpa che ci tengono prigionieri del passato.

Sono atteggiamenti che si trasformano in modelli di vita distruttivi. Rispondono, spesso, più a bisogni infantili insoddisfatti che non a reali esigenze del momenti presente. E impediscono di lavorare, liberamente, sul futuro.

La conoscenza di sé può essere dolorosa, ma anche liberatoria e arricchente: invita ad andare in profondità, a scoprire i veri bisogni che siamo chiamati a soddisfare e le nostre potenzialità.” (L.Sandrin)

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