a proposito di unioni civili…

Mi sento a disagio in questo clima “barricadiero” che si vive in questo periodo attorno al tema delle unioni civili: mi disturbano le urla delle diverse fazioni, le grida degli opposti fondamentalismi; una atmosfera da stadio che è alimentata da piazze contrapposte, coagulate attorno a slogan e parole d’ordine semplici, anzi semplicistiche e proprio per queste poco rispettoso della realtà delle cose.

Mi infastidisce chi, da una parte, grida la rivendicazione del diritto ad un figlio come fosse un oggetto di possesso tra gli altri e non un bene indisponibile, proprio in quanto persona. Basta leggere il laicissimo Kant per riconoscere che l’uomo può essere solo fine e mai mezzo di una azione, anche se mossa dalle migliori intenzioni. Sento affermato un diritto alla maternità e alla paternità che mi lascia perplesso: se tale diritto fosse reale implicherebbe che, per controparte, esisterebbe il dovere di qualcuno (chi?) ad assicurare un figlio ad ogni adulto o coppia che ne facessero richiesta…

Provo il medesimo fastidio per chi, dall’altra parte utilizza il concetto di “tradizione” come fosse un oggetto da conservare in una teca da museo e non una parte viva dell’identità di una comunità; c’è il riferimento ad una idea  di “natura” che rischia di tradire il suo autentico significato, come se la nostra comprensione della “natura” non fosse segnata da una prospettiva storica e, in quanto tale, progressiva (basta ricordare quanto ritenessimo “naturale” la schiavitù e contro-natura la donazione degli organi..). La natura è un concetto complesso, da maneggiare con cura e che poco si presta ad essere usato sui cartelli di una manifestazione di piazza.

Non so, magari mi sbaglio, ma questo bisogni di “scendere in battaglia” mi affascina poco: la realtà oggi è così complessa che esige una comune e sincera ricerca, più che il rimbalzo di cori contrapposti; questi generano un inutile “alzare la voce” in cui si perdono, affogati dal rumore, ragioni e argomentazioni, pensieri e pretese. Non amo, da una parte e dell’altra, l’uso della parola “diritto” e “verità” come fossero delle clave da brandire contro qualcuno; la Verità, quella con la V maiuscola, non è un manganello da alzare contro l’altro o uno strumento di offesa o difesa; essa ha una natura docilmente dialogica, nasce dall’incontro, dal confronto, dalla comune ricerca del bene.

Per chi ha voglia di perdere 5 minuti, suggerisco questo interessante articolo di Monica Cocconi, giurista, docente universitaria e donna credente impegnata all’interno della Chiesa locale, apparso sulla Newsletter dell’associazione Il Borgo di Parma:

“Mi è chiesto un commento sulla nuova disciplina sulle unioni civili, cd. Cirinnà, come giurista, docente universitaria ma anche donna credente impegnata all’interno della Chiesa locale. Premetto che in queste settimane ho vissuto con fatica e disagio, sul tema, queste mie diverse «appartenenze» nella ricerca di un’analisi fedele al dettato normativo ma anche filtrata dall’universo dei valori della mia formazione cristiana, sui quali cerco di fondare la mia vita. Questo scritto riflette dunque il difficile equilibrio che ho individuato fra queste mie diverse «radici».” Continua qui.

Annunci

1 Comment

  1. condivido il punto di partenza, Marco, e quindi?
    si dovranno trarre delle conclusioni … o, per restare con il Tuo… siamo “nella notte in cui tutte le vacche sono nere”…
    ciao

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...