una risposta…

Il commento di Paolo all’ultimo post merita una risposta, anche perché mi dà l’occasione di condividere alcuni pensieri che le considerazioni di Paolo mi hanno stimolato.

Anzitutto vorrei ringraziarlo per il messaggio che ha lasciato sul blog: mi sento lusingato che qualcuno mi dedichi del tempo per scriverei un commento. Quindi prima di tutto: grazie!

Venendo alle domande e riflessioni di Paolo e andando con ordine:

1 – Il blog è diventato per me un appuntamento quotidiano e piacevole: non sento l’obbligo di scrivere sempre; lo faccio quando ho qualcosa da condividere con gli altri. Il tempo lo si trova: in viaggio, in una pausa caffè, prima di dormire…diciamo che rientrando nella lista delle cose piacevoli della giornata non lo vivo come un peso.

2 – E’ vero: spesso non ho una posizione chiara su tutte le cose che scrivo. Talvolta sono abbastanza confuso e mi rendo conto che condivido con il lettore più una inquietudine che una visione chiara. Altre volte devo ammettere che la cosa è un po’ voluta: penso che le domande posseggano una forza che la risposte non contengono più. Credo che il porsi domande sia una grande motore di crescita e di maturazione e che nella vita la cosa più importante sia fare le domande giuste.  Quindi mi piacerebbe se il blog potesse essere l’occasione per farsi domande, condividere inquietudini, vivere quella sana ansietà che ci spinge a non dare nulla per scontato, nulla capito una volta per sempre.

3 – Devo ammettere che Paolo ha ragione: mi accorgo anch’io che molto spesso sono aggrovigliato, complicato e un poco contorto. Le parole seguono ubbidientemente questo stato interiore: anche loro spesso mancano di linearità.  Credo che (almeno nel mio caso) la semplicità sia un obiettivo da perseguire e non una dote che Madre natura mi ha regalato. Mi rendo conto che questa esigenza di semplicità e di essenzialità è qualcosa che accompagna il mio processo di maturazione: invecchiando mi accorgo che rifiuto sempre più spesso le inutili complicazioni e apprezzo una sana e benefica semplicità.  Da parte mia non posso che accogliere l’invito di Paolo ad una sintassi più semplice e lineare, sperando che questa attenzione stilistica vada di pari passo con una mente ed un cuore più puro e schietto.

Di nuovo: grazie Paolo.

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