cento

Oggi questo blog taglia il traguardo del centesimo post.

Un grazie di cuore ai 17 folowers che sono iscritti alla mailing list e ai 757 lettori che, in questi mesi di pubblicazione, hanno visitato 4.521 pagine. Grazie a coloro che hanno lasciato commenti o che hanno condiviso idee, commenti e suggerimenti.  Grazie a tutti!

Ricordo in questo centesimo post un grande intellettuale che ci ha recentemente lasciato, riportando una sua frase che mi piace e che condivido:

Ci sono due tipi di libro, quelli da consultare e quelli da leggere. I primi (il prototipo è l’elenco telefonico, ma si arriva sino ai dizionari e alle enciclopedie) occupano molto posto in casa, sono difficili da manovrare, e sono costosi. Essi potranno essere sostituiti da dischi multimediali, così si libererà spazio […] I libri da leggere non potranno essere sostituiti da alcun aggeggio elettronico. Sono fatti per essere presi in mano, anche a letto, anche in banca, anche là dove non ci sono spine elettriche, anche dove e quando qualsiasi batteria si è scaricata, possono essere sottolineati, sopportano orecchie e segnalibri, possono essere lasciati cadere per terra o abbandonati aperti sul petto o sulle ginocchia quando ci prende il sonno, stanno in tasca, si sciupano, assumono una fisionomia individuale a seconda dell’intensità e regolarità delle nostre letture […] Il libro da leggere appartiene a quei miracoli di una tecnologia eterna di cui fan parte la ruota, il coltello, il cucchiaio, il martello, la pentola, la bicicletta”.(Umberto Eco)

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