ragione e sentimento

Fatti come quelli di ieri lasciano basiti: c’è una furia cieca che non conosce limite, un odio che è incomprensibile, disumano, addirittura una violenza animale e feroce. Ti senti rapito da un impeto d’ira e, contemporaneamente, da un senso di smarrimento, a motivo di una comunità umana che appare impazzita ed inospitale.

Tuttavia credo che in questi momenti di “panico e furore” collettivo occorra riprendere confidenza con un’arte oggi poco frequentata: quella del pensiero. Vedendo le ore e ore di speciali che la tv sta trasmettendo, ti rendi conto che vi trovi molte parole e pochi pensieri, molte emozioni e poche riflessioni che vadano al di là dell’immediata urgenza. Il telespettatore viene sommerso da una serie di immagini strazianti, capaci di suscitare emozioni intense; c’è una attenzione quasi spasmodica al dettaglio commuovente, al particolare di effetto; vivi un clima di “surriscaldamento globale” degli animi che genera una sensazione di stordimento e paura.

Da tutta questa “melassa mediatica”, mi pare manchi una domanda semplice ed essenziale: perché? Perché alcuni popoli si sentono così dannatamente in guerra con un occidente che percepiscono come un nemico da abbattere? Da dove viene questo odio? In quale humus sociale si alimenta ed in quale lista di “torti e ragioni” trova terreno fertile?

Mi pare, insomma, che ci sia poca voglia di capire, di comprendere, di pensare; ci si limita a cliché ormai collaudati e un po’ semplicistici, per raccontare un modo che facile non è. E’ più semplice e comodo lasciarsi trascinare dall’onda delle emozioni, dal fluire incontrollato dei sentimenti. L’arte del pensiero esige disciplina, chiede di applicarsi con costanza, per capire, studiare, per andare oltre la superficie delle ovvietà e del già detto.

Viviamo, fortunatamente o purtroppo, in un modo sempre più complesso, interconnesso e globale. Questo mondo richiede la fatica di essere conosciuto e compreso; tutto ciò è possibile solo rieducandoci tutti all’arte del pensare, del fare domande, del sollecitare la curiosità di capire. Comprendere non ha nulla a che vedere con la volontà di giustificare o relativizzare l’accaduto… pensare e ragionare è il solo modo che abbiamo per abitare questo mondo da uomini liberi e sciolti dai lacci della paura.

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