disorientamento

Le persone spesso ci disorientano, talvolta non rispecchiano le attese che ci eravamo fatte, un po’ ingenuamente, su di loro. Esse sono frequentemente una sorpresa, che rompe fragorosamente i piccoli schemi in cui le avevamo ingabbiate. Sono sempre delle novità che piombano, nel bene e nel male, nelle nostre vite; appartengono sempre alla categoria “non me l’aspettavo”, perché ci sanno spiazzare e sorprendere con qualcosa che non era nei nostri piani.

In taluni casi la novità è sotto il segno dell’eccedenza: ci sono persone che hanno superato ogni nostra più rosea previsione e bussano alla nostra porta come una benedizione inattesa.  Non ci avremmo scommesso più di tanto su di loro, non riponevamo grandi speranze eppure sono stati in grado di lasciarci a bocca aperta e la loro riuscita suona come un benevolo rimprovero al nostro scetticismo e pessimismo.  Credo che non lo facciamo con cattive intenzioni: siamo portati a sottovalutare taluni e a ritenerli, inconsapevolmente, non all’altezza di quello che riteniamo bello e vero.  Sono persone che riteniamo di “serie B” ma che, alla prova dei fatti, si mostrano dotate di ben altro spessore e consistenza.

Ci sono altri invece per i quali la sorpresa è sotto il segno della delusione. Ci aspettavamo grandi cose da loro, ci eravamo fatti una idea molto più nobile e alta, mentre, a conti fatti, la loro presenza si è rivelata molto più mediocre e banale. Pensavamo, ci illudevamo, ed invece… Spesso sono amici su cui avevamo fatto un grosso investimento di tempo, di affetti, di energie, per poi arrivare, tristemente ad accorgerci che è stata tutta fatica sprecata; il gioco non valeva la candela: peccato essercene accorti così tardi…

Vivi allora, non so perché, un senso di tradimento, ma l’unica cosa tradita è stata l’immagine che ci eravamo fatti di loro. Ti senti ingannato come se l’altro non avesse ripagato la tua fatica e la tua fedeltà; come se non ti avesse dato ciò che doveva, ciò di cui pensavi di avere diritto e ciò che attendevi come legittima e doverosa controparte. In realtà non vi era alcun accordo o patto, non c’era alcun impegno alla “prestazione” … e così ti senti stupido ed ingenuo anche solo per averlo pensato.

Purtroppo queste delusioni ci forzano ad aprire gli occhi ed ammettere a noi stessi che ci eravamo sbagliati, certo in buona fede, e tuttavia la realtà è lì a ricordarci il nostro errore di prospettiva. In questi casi credo ci sia poco da fare: non ci resta che raccogliere i cocci della nostra illusione infranta, leccarci un po’ mestamente le ferite, mettere a tacere il nostro narcisismo tradito e cercare un po’ di calore con coloro che ancora sanno farci sentire a casa.

 

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