domani è sabato

Domani finalmente è sabato, tempo di riposo e festa. Anche la Genesi ci ricorda che “Dio, nel settimo giorno, portò a compimento il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto”(Gen 2,2).

È singolare questo versetto: esso ha stimolato la curiosità degli esegeti più attenti. Nel settimo giorno Dio portò a compimento o cessò a ogni lavoro?  Come spiegare la presenza di due verbi tanto diversi nello stesso versetto per raccontare quanto Dio fece nel giorno di sabato? Sabato fu un giorno di lavoro (come lascia intendere l’espressione “portò a compimento”) oppure di riposo (espresso dal “cessò da ogni lavoro”)?

La saggezza ebraica ha risposto a questo interrogativo con una ipotesi interessante: “che cosa mancava ancora al mondo? Il riposo. Con il sabato venne anche il riposo. Solo allora l’opera della creazione fu compiuta”.

Il riposo non è una fuga dal mondo o un’assenza dell’operosità o della significatività della vita. Il riposo appartiene alla vita così come il sabato alla settimana. Anzi di più: così come il sabato è chiamato a dare compimento a quanto è stato operato negli altri giorni, allo stesso modo il riposo sabbatico è l’occasione per l’uomo di riappropriarsi della fatica e del lavoro in modo nuovo ed umanizzante. Il sabato è luogo della contemplazione dell’opera che si è compiuto e che la Vita ha compiuto con noi: luogo per vivere la propria umanità come ringraziamento e benedizione.

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