rilegatura

Questa settimana sono due mesi che Marco ci ha lasciato, ha terminato la sua storia tra noi e si è congedato dalla storia di questo mondo. Parrà banale dirlo ma sembra ieri: nonostante il tempo (a dire il vero poco) che è passato non sono ancora riuscito a farmi un’idea “reale” di quanto è successo, non ho ancora assimilato questa perdita. La ferita sanguina ancora e abbondantemente.

Mi ritrovo spesso a pensare a lui, generalmente in modo inconsapevole e nei momenti più strani: mi appaiono immagini, istantanee delle esperienze che abbiamo condiviso e dei momenti che abbiamo trascorso insieme. Sono come flash improvvisi, lampi della memoria; è l’emersione di un passato doloroso, di un distacco che ancora ferisce ed inquieta. Questi ricordi sono sempre accompagnati da un senso di voragine interiore: ogni volta è come entrare in contatto con una sostanza urticante o come toccare qualcosa di tossico che irrita la pelle, toglie il respiro e fa lacrimare gli occhi.

Avverti il senso di una assenza; hai la percezione di una mutilazione, di qualcosa che manca nella tua vita e non sai come mitigare il vuoto. È irreale l’idea di non potere più dialogare con lui, che non possa più varcare la soglia della tua casa o accomodarsi al suo solito posto in salotto. Mancano le piccole cose, le telefonate “banali”, una foto da condividere o una chiacchierata tanto per.

Ti rendi conto che il tuo mondo interiore deve subire una ristrutturazione a motivo di questa partenza: c’è un vuoto che non sarà mai più colmato e che dovrà, forse un domani, essere integrato nel racconto della tua vita e nella trama della tua esistenza. È come un capitolo triste e spurio che va aggiunto al romanzo della tua vita; al momento sta lì, in appendice, nella sezione “dolori”, in attesa che il tempo ti dica in quale parte del racconto sia meglio aggiungerlo. La tua narrazione ha subito uno iato, una rottura profonda ed imprevista, una interruzione drammatica. Saremo in grado di ricucire la trama, di saldare le parti del racconto, di individuare un filo rosso capace di riannodare gli attimi e le storie?

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