per sempre

Oggi Ale si sposa: è una bellissima giornata per lui e Mary e per tutti quelli che vogliono loro bene. È una giornata di speranza e di festa, uno di quei giorni in cui la Vita ti mostra qualcosa di bello ed autentico per il quale vale la pena mettere un piede giù dal letto.

In un mondo che vive schiacciato sull’oggi, è sorprendente e consolante allo stesso tempo che due giovani trovino il coraggio per dirsi “per sempre”; nella cultura del “mordi e fuggi” è davvero un atto scandaloso promettersi amore per tutta la vita. Dice una fiducia nel futuro, un’apertura al domani, il senso di un progetto da costruire che, ahimè, oggi non è così scontato.

Costretti a cantare un noioso inno al Provvisorio, ad accedere ceri alla Provvisorietà e recitare rosari alla divinità dell’Oggi, abbiamo perso il gusto dell’impegno per la vita e delle scelte che ci compromettono per sempre. Le fuggiamo come fossero un rischio per la nostra libertà e la nostra realizzazione, una camicia di forza che limita il nostro camminare gioioso e sereno nella vita. Ciò che è “per sempre” è colto come castrazione della nostra umanità ed una palla al piede nella costruzione della nostra identità. Di fondo c’è l’idea che la nostra realizzazione necessita di una libertà senza vincoli, senza impegni, una libertà liberata dalle promesse e dalle responsabilità, una libertà che risponde solo a se stessa, che sfugge ogni strada predefinita.

Eppure, credo, ci siano dimensioni della nostra vita che confliggono con ciò che è provvisorio e che necessitano della parola “per sempre”. È l’ambito prezioso dei nostri legami e delle nostre relazioni: più questi legami diventano profondi e luoghi di identificazione personale, più l’esigenza del “per sempre” diventa sentita e necessaria; più una relazione accede al santuario della nostra identità personale, più essa deve abbandonare i segni della provvisorietà e della precarietà.

Per i nostri legami importanti il “per sempre” è una condizione di possibilità, rappresenta quel terreno fertile senza il quale il seme non cresce, quell’argine sicuro e resistente grazie al quale il fiume può scorrere nel suo letto, senza disperdersi in dannose inondazioni.

Lo scandalo del “per sempre” è la roccia su cui costruire le cose preziose della nostra vita; è un po’ come l’aria che ci permette di gonfiare i polmoni, di camminare, di correre e di vivere.

Ale e Mary oggi ce lo ricordano con grande semplicità ma anche con enorme coraggio. “Per sempre” diventa lo stile della loro vita, uno stile feriale e quotidiano grazie la quale il “per sempre” diventa “giorno dopo giorno”… Auguri!

 

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