ti porto al collo

Penso che una delle esperienze che esprimono maggiormente la maturità umana sia quella del “prendersi cura”: è, in un certo senso, “facile” fare del bene agli altri, dare una mano e prestare un aiuto ma la cura è una cosa qualitativamente diversa e, credo, superiore. La differenza consiste principalmente nel fatto che la cura esige persone riconciliate e mature, consapevoli delle proprie potenzialità cosi come delle proprie fragilità e limiti.

La cura è quella disposizione esistenziale di chi dice: io sono qui per te, mi interessi tu, la tua vita mi riguarda, mi occupo della tua felicità. In altre parole, prendendo a prestito una espressione di Paolo, mi prendo cura di te nella misura in cui mi faccio servitore della tua gioia. La cura nasce quando quella persona entra a far parte del tuo mondo psicologico, accede al campo dei tuoi affetti e alla sfera dei tuoi amori. Quella persona è parte dei tuoi pensieri, non in modo forzato od ossessivo, ma come frutto di un legame che si è creato e che ti vi lega.

Un bravo scrittore usava qualche anno fa questa espressione che mi ha sempre affascinato: prendersi cura di qualcuno è come “portarselo al collo”. È vero: egli è sempre lì con te, presente in ogni occasione, presente anche quando non ci pensi o sei distratto…

Vive la cura colui che vive decentrato da sé, sbilanciato verso l’altro, in un continuo esodo dal proprio io narcisistico verso un tu da cercare, da custodire, da promuovere, da valorizzare. Non è facile vivere questa radicale disponibilità all’altro, questa propensione all’ascolto che si fa dono. Per questo dico che servono persone che “si hanno in mano”, persone che non temono di perdersi in questo viaggio verso l’alterità; anzi, queste persone scoprono in questo pellegrinaggio verso un tu il senso profondo della loro vita, la ragione della propria gioia e del proprio compimento.

La cura è forse una delle dimensioni apicali dell’essere uomo, una meta che è segno di una umanità piena e ricca. Chi si prende cura forse ha scoperto dentro di sé una fonte di Senso e di identità, un patrimonio di Bellezza e di Amore che non può non condividere con coloro che la Vita mette sul suo cammino.

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