Va’…

Ogni viaggio nasce sempre da un atto di benedizione, da una promessa di bene e di futuro che viene fatta alla nostra vita. Ogni cammino, che non abbia il sapore della fuga, si origina da una parola buona che illumina la strada, che mostra un domani di speranza e di compimento davanti a sé.

In questo senso la vicenda di Abramo è emblematica, non solo per coloro che guardano a lui come il padre della fede, ma anche per ogni uomo che concepisca la propria vita non come un tranquillo riposo ma come un perenne “andare”. Accanto all’invito ad andarsene dalla propria terra, a lasciare il paese dove viveva, Abramo ascolta dalla voce di Dio una promessa ambiziosa e ricca di bene: “Farò di te un grande popolo, e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione.“ I suoi piedi si muovono certo sotto la forza dell’ordine divino, ma sono sospinti anche dal futuro che si delinea sotto i suoi occhi, grazie alla parola bene-dicente che a lui è rivolta.

In fondo così avviene anche con il viaggio che è la nostra vita e così avviene con i tanti e piccoli viaggi che la vita ci spinge a fare.

Ognuno di noi è disponibile a lasciare quanto possiede, a muovere un passo dopo l’altro, ad affrontare un futuro incerto ed oscuro proprio in nome di quella voce benedicente che ci strappa dall’ordinarietà delle cose per gettarci nella fatica del cammino. E, proprio come per Abramo, ogni difficoltà, ogni caduta, ogni tradimento diventa occasione e stimolo per ritornare a quella benedizione originaria e originante. Quando le cose si fanno difficili, il passo pesante ed il fiato viene meno, è allora il momento di riascoltare quella voce, di lasciarci nuovamente stupire ed interpellare da quella promessa, di sintonizzare il nostro cuore su quella parola, che una volta, ci chiamò benedetti.

Sì, vi è una Voce che ci chiama alla Vita, una Voce che ci invita al futuro, una voce che ci promette pienezza. Di quella voce conosciamo il tono, la musicalità, l’accento… di essa apprezziamo il calore e l’intimità. È la voce che risuona nei nostri silenzi, nei nostri pensieri, nei vuoti che lasciamo nelle giornate. È la voce che sa di casa, di attesa, di promessa.

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