come un pozzo…

La scrittura è una grande educatrice alla pazienza.

Anzitutto, quando uno scrive, sia usando una tastiera, o come più preferisco, con una penna ed un foglio di carta, è quasi “obbligato” al ritmo lento della mano, che con movimento calmo segue il fluire del pensiero. È una operazione lenta, tranquilla, che non ammette frette o irruenze. Il pensiero potrà anche correre veloce ma la sua traduzione in parola, ed in parola scritta, necessita di pazienza e calma… quella calma che diviene opportunità per trovare il termine giusto, il verbo che meglio esprime il pensiero; ti è dato modo di trovare il giusto colore degli aggettivi e degli avverbi, di placare così lo sgorgare vigoroso e tumultuoso delle idee e fare sì che esse si sedimentino e trovino una loro giusta collocazione.

Ma vi è un secondo aspetto grazie al quale la scrittura è una saggia levatrice di sorella pazienza. Quando scrivi qualcosa che poi ti piacerebbe condividere con altri, non decidi tu i tempi ed i modi di questa “comunicazione”; posti un pensiero e questo viene affidato alla libertà dell’altro; sarà lui che deciderà quando, se e dove vorrà leggere quanto hai scritto. Magari lo legge immediatamente, magari tra due giorni, magari tra un mese, magari mai. È un po’ la stessa ansia che avvertiamo quando scriviamo un messaggio su whatsapp: , dopo esserci accertato che le tacchette siano passate da una a due (ossia che il messaggio è stato consegnato), non vediamo l’ora che diventi azzurre, a conferma che l’altro l’ha letto, quasi pretendendo che l’interlocutore sia a nostra completa disposizione…

Ma ogni parola scritta è offerta gratuitamente alla scelta dell’altro e alla sua decisione. Sta a noi saper quietare quella voglia di “tutto e subito”, per accogliere la logica del “tutto a suoi tempo”, rispettando i tempi e gli spazi del lettore.

Chi scrive impara che la sua scrittura (ma forse non solo quella…) diventa un poco alla volta come un piccolo pozzo lungo la strada: chi passa, se vuole, se ne può abbeverare e dissetare, ma non sta a te decidere il tempo e l’ora. A te è chiesto solo ti mantenere l’acqua pulita ed il pozzo aperto ad ogni viandante.

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