da Einstein a De Andrè

È possibile in un’ora e mezza di chiacchierata passare dalla Finlandia ed il suo paesaggio e arrivare a De André, passando per la teoria generale della relatività, le orbite dei pianeti e la nascita delle stagioni? Certamente no, se siete adulti; facilissimo se siete una classe curiosa di 5 elementare e se attorno a quei temi avete costruito un percorso didattico multidisciplinare.

È quanto mi è successo ieri pomeriggio quando sono stato ospitato dalla classe 5 della scuola elementare di Riolo, una piccola frazione di Lodi.  Galeotto fu il post sulla Finlandia (sempre lui), attorno al quale l’insegnante ha elaborato un curioso itinerario che parte dalla geografia dei popoli e delle terre, passa dalle culture delle diverse popolazioni e arriva parlare del sorgere delle stagioni, la rotazione e rivoluzione della terra e, tanto che ci siamo, un po’ di teoria della gravitazione (relativistica, si intende, se no che gusto c’è???). Il tutto condito da una bella canzone di De Andrè, che manco a fare apposta, non conoscevo.

Insomma una serie di iper-link che ha accompagnato i ragazzi in una ricerca a 360 gradi, una sorta di “gioco dell’oca” della conoscenza nel quale ogni finestra ne apre un’altra, ogni argomento è pretesto per introdurne uno successivo… un vero effetto domino del sapere che non ha fine…

Il bello è che la cosa può apparire stravagante a “reperti archeologici” come noi, ma dovevate vedere come questi brillanti ragazzini si muovevano a loro agio tra mille argomenti, tra diverse provocazioni e curiosità trasversali. Certo il tutto non è stato improvvisato: dietro c’è stato un bel lavoro di preparazione da parte dell’insegnante; il terreno era già stato ampiamente arato e la terra smossa a dovere…

Ma mi ha affascinato questo approccio “olistico” alle cose, per cui tutto si tiene, ogni cosa ha relazioni e correlazioni con le altre, le diverse discipline non sono mondi a sé stanti ma solo prospettive diverse di vedere le cose, modi per approfondire la realtà, lenti con fuochi diversi per leggere la stessa materia incandescente.

Stupefacente come è bastato poco (in questo caso un semplice racconto sulla Finlandia) ad un’insegnante appassionata e preparata per costruire una narrazione affascinante e stimolante, per cucire le cose con un filo rosso che fa da collante per mille saperi diversi, spesso apparentemente lontani. Che bello quando le conoscenze trovano una cornice che le contiene e che dà loro senso e consistenza; quando la curiosità è educata a generare connessioni, a produrre significati, ad elaborare una visione critica del mondo…

Forse sto diventando un po’ troppo sentimentale ma mi commuove quel lavoro silenzioso e nascosto di coloro che sanno condurre verso nuovi traguardi, che accompagnano nella scoperta delle cose, che affrettano il raggiungimento di nuove maturità… che invidia che provo per tutti quelli che sono “generatori dell’avvenire”, profeti del futuro, anticipatori dei tempi che verranno e costruttori degli uomini di domani.

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