il grembo di ogni parola

“Silenzio non è il semplice tacere, tantomeno la semplice mutolezza, né l’interruzione dell’atto di parlare, ma semmai il grembo di ogni atto di parola, la sua dieresi, il punto di partenza e arrivo d’ogni parola.

Non è nemmeno una pepatencia, un omino nero che durante un dialogo ci si passa a turno di mano in mano, distribuendoci un po’ per uno l’equanime percentuale di penitenza.

Le parole, la parola sono tutte intrise di silenzio, quasi il loro comune eccipiente che le lega e le rende tornite, sensate, pronunciabili, udibili. È il loro amalgama universale che conferisce loro consistenza e peso, connessione e articolazione.

Il silenzio è il legame originario e universale, vinculum substantiale. Si parla del silenzio come stato o condizione di un soggetto: il silenzio della notte, del mondo, del cuore, dei morti. Una condizione che restituisce attenzione al mondo, al mistero dell’uomo e di Dio, schiudendo la via alla percezione più autentica e alla conoscenza verace. ” (Roberto Vignolo)

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