il bisogno di scrivere

Ebbene sì, credo di aver sviluppato una forma di dipendenza compulsiva dalla scrittura, quel terribile bisogno di scrivere, che talvolta mi assale, in particolari in momenti della giornata. È una pulsione forte, il bisogno di mettere sulla carta quelle cose che mi frullano per la testa, generalmente sotto lo stimolo di qualcosa che mi è accaduto, che ho letto o che ho visto.

Come ora: sono alla stazione di Milano Repubblica, in attesa del mio treno che è appena stato cancellato, e, per passare il tempo, estraggo uno di quei fogli che tengo in borsa, per “quando non si sa mai”, e quello che ho letto mette in moto pensieri che, per libera associazione, si formano nella mia testa.

Questa esigenza di scrivere mi prende nei momenti più disparati: succede spesso la mattina, non so perché; forse la notte lascia sedimentare i pensieri, oppure il sonno funge da cassa di risonanza a quanto vissuto… fatto sta che spesso mi sveglio con moltissime cose in testa che vorrei scrivere; talvolta ci riesco, altre volte butto lì un appunto su un foglio di carta, sperando che funzioni da gancio per quando lo riprenderò in mano.

Anche il treno è una buona fonte d’ispirazione. Le immagini del paesaggio che scorrono sotto i tuoi occhi ed il vociare degli altri passeggeri di sottofondo creano quel clima adatto, almeno per me, per scrivere. È sul sedile del S1 Lodi-Saronno che nascono molti dei post che pubblico; sono in quei lunghi momenti di solitudine che la scrittura prende il sopravvento e guida la mano sul foglio di carta.

Ho come l’impressione che questo bisogno nasca da squarci di vita che gorgogliano nelle giornate: talvolta sei spettatore di qualcosa di magico, che accade davanti a te; intendete, mi nulla di straordinario… spesso sono solo piccoli dettagli a fare la differenza; e scrivendo è un po’ come catturare quegli attimi straordinari, non lasciarli passare invano ma deliziarsene, condividendoli con altri attraverso la parola. Scrivere è come dilatare quello squarcio che è affiorato, fornirgli una eco, lasciare che riverberi anche in altre esistenze. Ma ora è tempo di chiudere, l’attesa è finita e il treno sta entrando in stazione.

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