bravi ragazzi!

Questo week-end è stato completamente dedicato al mini-basket: un bel torneo ci ha tenuti impegnati nel pomeriggio di sabato ed in quello di domenica.

Devo confessare che adoro il tempo che trascorro insieme ai ragazzi della mia squadra: è un tempo rigenerante e gratificante, anche se non di rado impegnativo e stancante. Amo la loro compagnia e la possibilità che abbiamo di condividere delle ore insieme. Il basket poi ci offre una buona ragione di incontro, ci regala il pretesto per fare qualcosa insieme, in vista della loro crescita e maturazione.

Mi piace la fiducia reciproca che si è creata, il fatto che, come loro istruttore, vedono in me un punto di riferimento, una persona che si prende cura di loro e sulla quale possono contare. Da parte mia, vedo in loro tante stupende promesse, non del basket (certo per qualcuno di loro anche di quello) ma promesse di vita, di realizzazione e di futuro… Sì, questi ragazzi sono davvero una promessa di futuro da servire e propiziare. E questi anni che abbiamo già passato insieme mi hanno confermato sulla loro possibilità di “diventare”, di progredire, di maturare. È vero per tutti ma per taluni questo cambiamento sa di prodigioso: se ripenso ai bambini spaventati ed insicuri che si erano presentati anni fa e guardo alla vitalità e alla vivacità di oggi, c’è da restare con la bocca aperta.

È chiaro che questi mutamenti non vengono per caso o sotto il solo stimolo della natura. Sono persuaso che anche il lavoro educativo abbia avuto il suo peso: la possibilità di vivere una dinamica di gruppo, il confronto e la collaborazione con gli altri, la disciplina esigente del basket, lo stimolo delle competizioni e le amicizie che sono nate sul campo di gioco sono stati altrettanti validi strumenti per incoraggiare la loro crescita.

Mi convinco sempre più dell’importanza di questi momenti “apparentemente” di svago e di divertimento per la loro maturazione: c’è il valore dell’impegno, del rispetto, del sacrificio, della collaborazione, della passione, della vittoria e soprattutto della sconfitta che animano i nostri allenamenti e le nostre partite.

Forse non è nulla di straordinario ma resto convinto che sono quei piccoli mattoni grazie ai quali si può sperare di costruire una esistenza armonica e felice. Bravi ragazzi !

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