riaccendere il fuoco

Ci sono giornate nelle quali ci fa bene incontrare qualcuno che è capace di apprezzare il nostro valore, di riconoscere quella parte bella di noi che custodiamo come un tesoro.

Dopo giorni pesanti, densi, che ci esauriscono le forze, il nucleo caldo del nostro valore resta un po’ nascosto, come mimetizzato sotto la polvere o come quei ghiotti funghi sepolti sotto le mille foglie cadute.

Non si è spento, certo che no, ma solo un poco intiepidito, tanto che facciamo fatica a scaldarci alla sua presenza.

Sono allora una benedizione gli incontri con queste persone capaci di riattizzare le braci, di alimentare la fiamma e di rigenerare lo scoppiettio del fuoco. Sono persone che ci permettono di rientrare in contatto con noi stessi, ci restituiscono la nostra immagine che si era un po’ appannata, ci conducono, gentilmente, in quel posto dove il nostro valore e la percezione della nostra preziosità risuonano chiaramente.

Molte volte da soli non ce la facciamo; troppo spessi sono gli strati di disincanto, di fatica e di fallimento che si sono interposti tra noi e il nostro valore. Ecco quindi che abbiamo bisogno di queste voci gentili, che ci sussurrano: “va tutto bene! tu sei una persona preziosa! ammiro quello che sei e apprezzo quello che fai!”

In un attimo la coltre grigia che gravava sulle nostre teste si dissolve ed incominciamo ad intravedere un chiarore di albeggio affiorare all’orizzonte.

 

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