bella gioventù

A chi pensa di aver capito tutto della vita, e non dubito che ciò sia vero, consiglio una esperienza formativa: provate a parlare con un giovane, meglio se tra i 18 e i 21 anni. Non della Juve o del tempo ma delle cose che per voi sono importanti per vivere, quelle che ritenete essenziali, direi vitali.

Sostenete il suo sguardo meravigliato, incuriosito ed un po’ scettico; sottoponetevi alle sue mille domande, apparentemente ingenue e banali; lasciate che questi suoi interrogativi giovanili scavino nella vostra anima, corrodano le vostre certezze e risveglino i vostri dubbi sopiti dall’età.  È un’esperienza interessante, quasi un test di maturità.

Vi trovate costretti a smontare la vostra vita, a fare cernita tra ciò che è centrale e ciò che è solo secondario, tra quanto per voi ha ancora un senso e quanto può essere lasciato andare. Siete costretti ad argomentare le vostre convinzioni ideologiche e metafisiche con qualcuno che è nato e cresciuto in una cultura post-ideologica e materialista. Vi ritroverete a parlare di valori ed ideali, con quell’antipatica sensazione che l’altro vi osservi come si arrivaste da un altro pianeta.

Sono tosti i giovani a quest’età, possiedono un cinismo e una disillusione che non vi aspettereste da una persona così giovane. Sarà che hanno già visto tante cose nella loro breve esistenza, già troppi imbonitori hanno suonato alla loro porta, così che non potete vendere loro merce di poco valore. Hanno naso per scovare la merce scaduta, artefatta o di bassa qualità. Possiedono un fiuto innato per stanare le vostre insicurezze, i vostri dubbi esistenziali e le vostre fragilità. Vi sconsiglio di vendere qualcosa di cui non siete pienamente convinti e persuasi. Non proponete merce di cui non conoscete bene la provenienza: vi scoprono subito, anche se, per gentilezza, non ve lo dicono.

Se sarete in grado di sostenere i loro sguardi maliziosi ed incuriositi e supererete quei primi 10 minuti di test in cui si decide se meritate attenzione o sei uno dei soliti noiosi pantofolai (ahimè quanti test ho fallito a proposito…) farete un’esperienza straordinaria, quasi mistica.  Vedrete due occhi luminosi e affamati; percepirete una fame di vita e di pienezza, un appetito di realizzazione che sanno di Cielo. Percepirete un cuore che lentamente si apre, una mente che si sintonizza e pensa; uno spirito giovane che vuole capire, raggiungere, condividere.

Proverete quella gioia intensa che nasce dal condividere il pane della vita, la soddisfazione di spezzarlo per il fratello e di preparare il banchetto dell’esistenza per chi prova una fame sincera.

Vi sentirete uomini, poveri e ricchi, umili e sinceri. Soprattutto vi sentirete fratelli. Partecipi della stessa vita, compagni dello stesso cammino, felici di aver condiviso quel poco di pane che tenevate nella vostra bisaccia.

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