fuori luogo

Oggi è uno di quei classici giorni in cui ti senti fuori posto, fuori luogo, fuori tempo, fuori ritmo… insomma fuori. Quella ordinaria quotidianità, che ti ha sempre ospitato, oggi la senti lontana, ostile, forestiera. I riti e i gesti di tutti i giorni suonano faticosi, rarefatti, quasi estranei, come se appartenessero alla vita di qualcun altro e ad una esistenza che non è la tua.

Senti il bisogno di ritrarti, di ritirarti dalle cose, di rifugiarti nel tuo angolo caldo ed aspettare che tutto passi, con tranquilla indolenza. Le preoccupazioni di sempre ti scivolano addosso, come l’acqua sulla pietra: non le trattieni,  non ne sei pervaso. Una sorta di malinconica apatia ti difende e ti isola dal tram tram quotidiano. Senti quella strana assenza che prova chi vive dentro una bolla: sei solo tu, con i tuoi pensieri ed il tuo silenzio, che è rotto solo dal bisogno di abbozzare sulla carta parole capaci di farti uscire dal tuo temporaneo autismo.

Sono strane queste giornate: è come se la vita non facesse presa sul tuo animo e le ore scorressero con tranquilla indifferenza. È come se il mondo oggi non ti riguardasse, ma potessi osservarlo, sornione, dal finestrino del tuo personale volo che ti condurrà, mestamente, alla fine di questa giornata.

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