fare la guardia

L’altra sera alla veglia di Natale ascoltavo la lettura del Vangelo e mi sono incastrato su un dettaglio e da lì non mi sono più smosso… sapete come funziona la testa… ogni tanto si incarta e ruota attorno ad un punto come una trottola… l’annuncio della nascita del Bambino è stata rivolta ad alcuni “pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge”. Mi ha stupito quest’anno questo dettaglio… non che fosse nuovo, tutti gli anni ascoltiamo lo stesso racconto e quante statuite di pastori abbiamo messo nei molti presepi che abbiamo preparato…eppure, come accade talvolta, alcuni particolari che hai sempre conosciuto, ti si presentano come delle piacevoli novità, quasi fossero cose che per la prima volta attirano la tua attenzione.

Chissà quanta gente a Betlemme e nella vicina Gerusalemme sarebbe stata più adatte a ricevere questo annuncio: quanti “ministri del sacro”, quanti pii israeliti, quanti diligenti sacerdoti, quanti rabbini… ed invece no… l’annuncio è riservato ad un gruppo di pastori che fa la guardia al gregge…che stranezza…

Forse la spiegazione di questa “anomalia delle precedenze” è legata al quel verbo, il vigilare, che descrive l’identità dei pastori. Forse questo branco di pecorai era l’unico che nella notte vegliava: molta gente in Israele “dormiva”, sicura nelle proprie certezze; solo i pastori tenevano gli occhi aperti nel cuore della notte per la paura che qualcuno potesse “fare la festa” al loro gregge.

I loro “beni” sono beni precari, che un qualunque lupo o malintenzionato potrebbe sottrarre e quindi occorre stare all’erta, vigliare, fare la guardia per non perdere ciò che si possiede. In fondo i pastori sono consapevoli che occorre esercitare vigilanza e cura perché quanto possiedono è precario, insicuro e fragile.

Non è così anche per la nostra vita? Le novità giungono quando i nostri occhi non sono appesantiti dal sonno, quando viviamo con i sensi attivi, quando siamo attenti a quanto ci accade, non con l’ansia paranoica di chi teme furti e imprevisti ma con la cura di chi si prende a cuore le cose che la vita gli ha dato.

Vigilare è sapere che ogni attesa sarà ricompensata, non nei tempi che noi desideriamo, ma in quelli che la Vita ha scelto. È attendere, sapendo che nel cuore della notte, quando meno ce l’aspettiamo, qualcosa di incredibile potrebbe accadere.

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