storie e cinema

Dopo molti anni, durante queste vacanze, ho rimesso piede in un cinema e devo ammettere che un po’ mi è mancato. Mi piace quell’atmosfera di “estraneità” che il cinema sa creare: vivi per qualche ora in un altro posto; esci dalla morsa delle tue preoccupazioni per immergerti nella vita di qualcun altro. Sì, in fondo il fascino sta tutto qui: il cinema racconta storie, alcune allegre altre tristi, alcune profonde altre banali; alcune sono stravaganti altre ordinarie; alcune sono commuoventi altre sono sconvolgenti… comunque storie, storie che intrigano, che affascinano, coinvolgono, interrogano, che fanno pensare o fanno piangere.

Penso che, in fondo la bellezza, di una storia consiste semplicemente nella capacità del racconto di farti entrare nella sua logica, di catturarti, di invischiarsi nella trama della narrazione, a tal punto che, per qualche minuto, il tuo interesse resta completamente assorbito dal procedere delle parole e delle immagini.

Quando sei giovane apprezzi poco il valore del racconto e della narrazione; personalmente ho sentito forte il fascino delle idee, dei concetti e delle riflessioni teoriche: ai miei occhi la narrazione è semplicemente apparsa come una forma di comunicazione debole, insicura ed imprecisa. Le idee, rispetto alle storie, parevano offrire maggiori garanzie di solidità e resistenza.

Viene poi un’età nella quale il racconto riacquista il suo fascino; forse ti rendi conto che la realtà è ben più complessa delle quattro idee che hai in testa ed accetti che racconto, con le sue mille sfumature e le sue zone grigie ed imprecisate, sia più adatto a descrivere la vita. E così ritorni ad amare le storie, riconoscendo che la “verità narrata” non è meno profonda ed efficace della “verità concettualizzata”, ma che entrambe offrono punti di osservazione privilegiati sulla realtà.

Le storie, in fondo, sono quanto di più vicino esiste alla vita: nelle storie c’è uno spazio ed un tempo, un luogo e una azione; ci sono sentimenti ed emozioni, pensieri e riflessioni. La storia è la vita accessibile dalla parola, e proprio in forza di questo, è la vita che si rende condivisibile e comunicabile.

Raccontare ed ascoltare storie forse è il modo più naturale ed antico con cui trasmettiamo e condividiamo le nostre esistenze e facciamo sì che le nostre esperienze possono diventare un cibo di cui altri si possono nutrire.

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