in mezzo alla folla

Scendo in mensa come ogni giorno insieme ai miei colleghi, per mangiare qualcosa per pranzo. Solite cose, soliti gesti, la fila, una battuta con il personale del self-service, la scelta del piatto. Riempito il vassoio, ci dirigiamo verso il primo tavolo libero. La sala è piena, è orario di punta, c’è molta gente che chiacchiera e mangia. Due tavoli avanti si siede un ragazzo giovane, viso pulito, un aspetto semplice, nulla di ricercato o di marcato; una persona come tante. Ed ecco che compie un gesto che mi colpisce: nel caos della sala mensa, prima di afferrare la forchetta, si fa un segno della croce, con molta naturalezza e senza badare alla “stranezza” di quel gesto in un ambiente lavorativo. La normalità del suo gesto tradiva la sua abitudine a compiere quel piccolo rito prima di ogni pasto, probabilmente un’usanza appresa in famiglia, tramandata dai genitori o da qualche caro.

Mi ha affascinato quanto ho visto ed ho ammirato quel ragazzo: ho trovato “naturalmente sorprendente” la sua capacità di essere se stesso anche in mezzo alla folla, anche in un contesto apparentemente così avulso dal senso che di quel semplice movimento delle mani.

Non è semplice restare se stessi nelle folla, quando la pressione del gruppo ti spinge ad omologare pensieri, parole e azioni e a censurare quanto si adatta poco a quella piccola società umana. Serve molta energia ed un senso profondo della propria identità per affermare ciò in cui si crede e per manifestare quei valori che guidano la nostra vita.

In tutto questo c’è un grande alleato: l’abitudine. Certo alla nostra sensibilità un po’ figlia dell’illuminismo ciò che la Dea Ragione non ha partorito è privo di valore: così i gesti abitudinari, che nascono da consuetudini spesso irriflesse e inconsapevoli. Eppure l’abitudine ci protegge, conserva in noi atteggiamenti buoni, come dire grazie, chiedere scusa o domandare permesso. Se ci pensiamo moltissimi dei gesti che compiamo ogni giorno nascono da scelte involontarie; solo una piccola parte sono atti dettati dalla coscienza e dalla volontà.

L’abitudine è la capacità di educare questi nostri comportamenti ed azioni. Le abitudini contribuiscono a definire il nostro stile di vita, che non è altro che il biglietto da visita più veritiero della nostra persona.

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