gara

Quando Miriam mette il piede sull’enorme tappeto blu che rappresenta il campo di gara, sembra che il cuore ti smetta di battere: sai che è lì sola, insieme alle sue compagne ad affrontare una nuova gara di acrogym. Non puoi fare nulla per lei, se non auspicare la buona sorte. In fondo basta un piccolo errore, una presa mancata, un movimento non fatto alla perfezione e ti bruci mesi e mesi di allenamento.  È affascinante, e per me un po’ ansiogeno, vedere la determinazione sul suo viso, la voglia di farcela, la concentrazione e allo stesso tempo quei piccoli movimenti che tradiscono tensione ed ansia. Vivi per un minuto e mezzo come sospeso nel nulla, concentrato su quel campo di gara dove tutto accade. Quel tappetone blu inghiotte ogni tua energia, ogni pensiero ed ogni attenzione; una sorta di “buco nero” in cui tutto precipita, con vertiginosa velocità. Resti col fiato sospeso fino all’ultimo istante in cui la musica termina e le atlete eseguono il saluto di rito. Solo allora il cuore riprende la sua regolarità, il respiro torna sereno e le mani cessano di sudare.

Sono convinto che sia una grande prova di vita per lei tutto questo: affrontare il giudizio di qualcuno, condensare il lavoro di mesi in tre interminabili minuti, raccogliere le energie, la concentrazione e l’equilibrio per dare tutto in quel piccolo intervallo di tempo. Dimenticare ogni distrazione, ogni pensiero, ed essere solo lì, sul campo di gara, sentire le tue compagne al tuo fianco, avvertire l’adrenalina che ti scorre nelle vene e sapere che il risultato dipenderà solo ed esclusivamente da te, dalla tua capacità e dalla tua concentrazione.

La vita è così: non è un fluire uguale e piatto del tempo, non una indistinta sequenza di eventi. No, alcuni momenti hanno un peso particolare, una profondità unica, una importanza decisiva. Il tempo “fisico” contiene dei piccoli momenti straordinari, momenti di rivelazione di pienezza, di eccedenza e di gratuita.  È la vita che si condensa in grumi di straordinaria intensità, che precipita in qualcosa di profondo e denso, indicibile ed unico.

Questi squarci di luce non nascono dal nulla, ma sono frutto di impegno, sacrificio e fiducia. Si generano quando, lasciati ogni sicurezza, titubanza e timore, ti lasci trasportare in alto mare, dove l’acqua è profonda e non esistono zattere di salvataggio.

Sono felice che, grazie alla ginnastica, Miriam abbia la possibilità di esplorare queste ignote profondità, che si spinga a nuotare dove non tocca, dove è necessario contare sulle proprie energie e sul proprio coraggio. È solo nuotando al largo che ciascuno di noi acquisisce la fiducia in se stessi e nel grande Mare, che, se affrontato con coraggio e preparazione, ti sa sostenere, ti sa portare in alto e restituire, arricchito di umanità, salvo sulla riva.

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