l’erba del vicino

Ieri il medico mi ha messo a riposo forzato: un piccolo problema di salute consiglia di riguardarsi un po’ e di non strafare.

E così dalle mille cose che avevo in agenda da fare questa settimana, mi ritrovo con molto tempo libero, che posso dedicare, oltre al riposo, alle letture, allo studio, alla scrittura, agli studi dei figli, alle coccole al cane e non necessariamente in questo ordine.

Dapprima hai una percezione euforica del tempo libero davanti a te, roba che non ti capitava da anni.  È da tanto tempo che non mi ritrovo più nella felice situazione di dover trovare qualcosa da fare. Generalmente il mio problema è l’opposto: ho molte cose da infilare in pochissimo tempo. A questa iniziale euforia subentra un po’ di delusione e rammarico: c’è quell’incontro a cui non puoi partecipare, quella chiacchierata che attendevi da tempo e che ora devi spostare, niente allenamenti o partite, niente impegni, niente di niente.

Già che è un po’ strana la vita: quello che ambivi ad avere, una volta ottenuto, perde il suo fascino e la sua attrattiva. L’erba del nostro vicino appare talmente verde ma quando la stiamo calpestando il suo colore non ci si presenta più così promettente.

Penso che sia proprio il fascino dell’ “altrove” ad attirare i nostri sogni ed i nostri desideri, indipendentemente dal luogo esatto in cui questo “altrove” si trovi. Ciò che lo rende attraente è il suo “non essere qui”, nel essere diverso dall’oggi; il suo fascino si alimenta da quella “dinamica di fuga” che ci spinge ad ambire a ciò che non abbiamo, ad essere ciò che non siamo, a fare ciò che non facciamo.

Viviamo, ahimè, nell’illusione che da un’altra parte sarebbe meglio, si vivrebbe più felicemente, le giornate sarebbero più semplici. Nel pensiero ci si insinua questo convincimento: senza questo problema sarei felice, senza quella situazione le cose andrebbero meglio; senza quella persona starei più sereno. E così accettiamo di essere felici “solo a condizione che”. Non so… temo che non funzioni esattamente così e che le cose in realtà vadano in modo diverso.

Trovo sempre affascinanti le parole di Gandhi: “La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia.”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...