come una locanda per pellegrini

Domani sarà un anno esatto dalla morte di Marco…in questi giorni mi trovo spesso e a ripensare a lui, alla nostra amicizia e agli ultimi suoi giorni tra noi.

Penso, dopo tutto quello che è successo, a che cosa mi sia rimasto di lui, che cosa ancora custodisco della sua vita e del nostro legame. Una cosa in questi giorni mi appare con straordinaria chiarezza: di quei “giorni insieme a Marco” ho trattenuto il senso del morire.  Non solo come una incombenza tragica della vita, come una “spada di Damocle” che pende sulle nostre teste; ma anche come una presenza allo stesso tempo naturale ed inquietante, ordinaria e angosciante, una compagna che percorre la tua strada, come un ospite indesiderato ma, ahimè, disponibile in qualunque momento.

Giungi ad un certo punto della vita ( forse come frutto dell’esperienza del tempo che scorre)  in cui la prospettiva della fine assume una ruvida concretezza, una solida consistenza, una inevitabilità che senti un poco meno minacciosa… non saprei come spiegarlo… maturi la consapevolezza che il finire è connaturale al cominciare, che la fine e l’inizio si rimandano con intrinseca necessità, mai l’uno senza l’altro… accetti il fatto che il limite appartiene al tuo esistere, al tuo fare e al tuo camminare. Con l’età impari a rappropriarti della tua fragilità, della sua prospetticità e della tua finitezza.

È questo quello che Marco ha propiziato dentro di me in questi giorni densi di ricordi, come il riaffiorare carsico di pensieri che giacevano silenti dentro di me…

Ciò che Marco mi ha insegnato è che questa esperienza del limite è una esperienza “abitabile”, certo non come una dimora in cui soggiorni con piacere e naturalezza, tutt’altro… e tuttavia esiste la possibilità di attraversarla… vi puoi albergare come in una “stanza ad ore”, come in una locanda per pellegrini, in attesa di riprendere il viaggio verso l’Altrove.

Sì, forse è questo quello che mi ha raccontato Marco nei suoi ultimi giorni, anche senza dirmi una parola a riguardo… forse è stato il suo ultimo insegnamento.. forse il più prezioso…

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