guardare il mondo da padri

Quando diventi padre cominci a guardare il mondo da una prospettiva particolare: è come se la paternità ti offrisse un punto di vista nuovo sulle cose, sulle persone, su te stesso e gli altri. È un processo lento, che non avviene tutto d’un fiato ma lentamente, una lenta educazione dell’anima, una dolce e graduale metamorfosi dei sentimenti. Cambia il modo in cui osservi il mondo, in cui patisci gli eventi e in cui senti le cose. Acquisisci una sorta di sesto senso che ti disvela una dimensione intima del mondo, una capacità di andare oltre la superficie e di penetrare il cuore del reale.

Ti accorgi che il tuo sguardo sulle persone e le cose lentamente cessa di essere uno sguardo distaccato ed indifferente e diviene sempre più un “vedere coinvolto”, partecipato, accorato… la paternità ti porta in dono la capacità di cura verso gli altri. Quando prendi per la prima volta in braccio tuo figlio appena nato, inizia in te una lenta trasformazione che ti conduce ad essere una persona che si “prende cura”. Questa lenta maturazione inizia con quella piccola vita che tieni tra le braccia, ma immediatamente essa estende il suo effetto a tutta la tua vita, alle tue relazioni, ai tuoi legami. Scopri così, col tempo, che tutto può essere per te oggetto di cura, in quanto la cura è divenuta la forma stabile con cui osservi le cose, il tuo modo di stare al mondo… è come se indossassi delle lenti a contatto che deformano il tuo modo di vedere la vita. Il mondo diviene così una realtà “curabile” ed “accudibile”… le persone smettono di essere “stranieri” e gradualmente divengono “familiari”… le situazioni non sono più solo degli spettacoli a cui assistere incuriositi, ma divengono occasioni in cui uscire da sé e generare cambiamento, crescita, maturazione.

Sì, quando sei padre, e non solo in senso biologico, impari a scoprire i tanti “semi” che la vita ti mette sul cammino e scegli, consapevolmente, di metterti al loro servizio affinché diventino a tempo debito, piante, arbusti ed alberi rigogliosi. La tua paternità ti obbliga a vedere la dinamica di crescita che è insita in tutte le cose, nelle persone e nelle situazioni. Come dire? Maturi la consapevolezza che vi è un germe di cambiamento e di evoluzione che è “dentro” le persone, le cose e le situazioni e senti che la tua vocazione è quella di far si che questi semi germoglino e portino nuova vita.

Diventare padri è come patire una ferita sulla propria carne: divieni sensibile al freddo ed al caldo, al dolore e al contatto. Impari, così, a prenderti cura di questa ferita, e con essa anche le mille ferite che incontri nella vita. Impari l’arte della medicazione, della fasciatura e del bendaggio. È qualcosa che ti entra dentro, che cambia il tuo carattere e affina i tuoi sensi.

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