fuoco e disciplina

“Nella mia scuola abbiamo un concorso di narrativa per racconti. Io tengo due incontri pomeridiani per i primi 30 iscritti che vogliano ricevere qualche suggerimento sul mestiere di prestare attenzione, perché scrivere ne è una conseguenza.

Mi rinfranca vedere ragazzi motivati a imparare a scrivere bene, presenti dopo una lunga giornata scolastica. Si stupiscono se prima di tutto  insegno loro a leggere bene e a usare bene i cinque sensi. Chi non fa esperienza della letteratura e del mondo, senza esserne sfidato e trasformato, non può scrivere una riga.

Non si scrive per dire qualcosa, ma si scrive perché si ha qualcosa da dire, e si ha qualcosa da dire se si incontra veramente il mondo e l’altro, cosa che comporta abbassare le difese, avere una vita interiore aperta e disposta a lasciarsi ferire, una rinnovata capacità di ascolto e quindi di stupore per le ombre e per le luci della realtà.

Che poi questo ‘qualcosa’ si trasformi in bellezza è il possibile e non garantito frutto di un lungo e paziente apprendistato. Fuoco e disciplina.”  (Alessandro D’Avenia)

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...