in cantiere

La crescita e la maturazione dei nostri figli non è mai un processo lineare e continuo ma subisce repentini cambi di direzione: talvolta noti una chiara progressione, un miglioramento ed un incremento; altre volte una regressione ed una involuzione. Il tutto, talvolta, anche nel giro di poche ore.

Sicché tu, come genitore, sei continuamente esposto ad una girandola di sentimenti ed emozioni contrastanti: provi la gioia e la soddisfazione per quanto tuo figlio ha raggiunto, il sano orgoglio per i suoi successi ed i traguardi tagliati; poco dopo ti trovi a dover convivere con frustrazioni e rabbie per quei comportamenti ancora infantili ed irresponsabili, a cui sei costretto ad assistere. Ti capita pure di provare sensi di colpa per non aver saputo condurre verso nuovi livelli di maturità e consapevolezza.

Vivi davvero, come ho già raccontato, come sui carrelli delle montagne russe, in una corsa rapida che alterna repentinamente momenti di euforia ed altri di delusione e rammarico, gioia e frustrazione, soddisfazione e scontentezza.

È davvero un ruolo “scomodo” quello di noi genitori: sei chiamato a lavorare con una “materia prima” fluida e sfuggevole, talvolta inconsistente come l’aria, altre volte dura come il granito, altre volte ancora manipolabile come la creta.

Non c’è una borsa degli attrezzi che puoi portare con te ed utilizzare in modo continuativo e stabile: in alcuni momenti ti occorre un bisturi ad altra precisione, per un intervento mirato e chirurgico; altre volte è meglio una bella “mazzetta” da muratore per una presenza più solida e robusta; in altri momenti ti serve un buon cacciavite per operare in modo più mirata e definito. Dovresti girare non con una borsa degli attrezzi ma con una intera ferramenta, cosa evidentemente impossibile per un essere umano.

È questo senso di continua provvisorietà che ti lacera e ti logora: nulla è mai acquisito per sempre, nulla maturato in modo definitivo; ma il cantiere è sempre aperto, sempre in azione. Ogni traguardo raggiunto è sempre momentaneo, provvisorio, pronto per essere abbandonato da lì a poco… Ti è chiesta quella sana pazienza di chi sa fare e rifare, di chi sa costruire e ristrutturare, demolire e riprogettare, tinteggiare e riadattare. Sei chiamato a vivere una flessibilità interiore che, in certi giorni, è davvero dolorosa.

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