arcobaleni

dedicato ai miei amici

Comprendi il desiderio ed il bisogno di amicizie vere quando sperimenti, anche per poco tempo, un senso di solitudine esistenziale. Intendiamoci: nulla di grave o di drammatico; solo quella percezione che avverti di vivere in un “mondo di marziani”. Ti sembra di parlare un linguaggio sconosciuto, una lingua che gli altri non comprendono; dici parole che non fanno presa sull’anima del tuo interlocutore; esse restano in superficie, come una goccia d’acqua su una roccia che, dopo poco, evapora senza lasciare il segno.

La fatica e la sofferenza maggiore, quando vivi queste “bolle di autismo”, è la percezione che il tuo mondo interiore, fatto di sentimenti, emozioni e convincimenti, risulti incomunicabile; c’è un crepaccio che ti separa dagli altri che pare incolmabile ed insuperabile. Non è un giudizio di valore: non sei né più bravo, né più maturo, né più riflessivo; semplicemente sei “altro” e questa alterità la patisci come una distanza profonda ed una solitudine esistenziale.

È allora che, con più intensità, senti il calore e la vicinanza degli amici, quelli a cui basta uno sguardo per leggerti dentro e a cui è sufficiente una parola per condensare mille discorsi. La benedizione, che essi riversano sulla tua vita, non è tanto legata ad una parola di conforto o di consolazione, di incitamento o incoraggiamento. La loro presenza, prima di tutto, è capace di sradicarti dalla tua solitudine, di spezzare le catene del solipsismo in cui eri intrappolato; essi sono un annuncio di liberazione dall’isolamento, la promessa di una comunione di vita e la gioia di sperimentare una fratellanza esistenziale.

Quando si formano questi “arcobaleni celesti”, che uniscono il cielo e la terra, comprendi come abbia del miracoloso il fatto che la parola uscita dalla tua bocca trovi ospitalità nell’altro, così come sua parola sappia creare risonanze nella tua anima.

La parola che ci strappa dalla nostra solitudine non ha nulla di ovvio, di scontato, di ordinario né di seriale: essa è un miracolo, che si ripete come un ineffabile quanto gratuito accadimento.

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