basta decidersi…

Leggendo sui giornali i commenti sulla legge elettorale ti rendi conto di come in Italia esistano i “professionisti della critica”, coloro che sono “contro-a-prescindere”, che hanno sempre un gran fervore per sparare contro tutto e tutti, scaricando un sacco di livore su chiunque. Insomma gente che è perennemente insoddisfatta, per cui la cosa giusta da fare era sempre un’altra, che si lamenta e recrimina per ogni cosa.

Dunque: abbiamo avuto l’Italicum che era stato approvato con i soli voti di maggioranza e con un margine molto risicato.  E se ne sono sentite di tutti i colori: la legge elettorale avrebbe dovuto avere un appoggio ampio, si rischiava l’uomo solo al comando, le regole si decidono insieme, la democrazia veniva limitata ed infine un sistema maggioritario in un contesto sostanzialmente tripolare, come quello italiano, sarebbe stata una follia. Fatto sta che l’Italicum è stato cassato dalla corte costituzionale, che ha lasciato sul terreno un sistema fortemente proporzionale. Si è allora cercato di salvare almeno un barlume di maggioritario con un Mattarellum rivisto, ma il sostegno a questa proposta non c’è stata. A questo punto – incredibile! – non ci restava che il proporzionale. L’accordo è stato trovato su una variazione del sistema tedesco, sostenuto dalle principali forze politiche…e che succede? Si grida al grande inciucio, all’accordo a ribasso, al compromesso suicida e così via cantante…

Ognuno può esprimere liberamente la propria opinione ma non si può volere tutto ed il contrario di tutto: ogni tanto bisognerebbe fare pace con il proprio cervello. Non si può essere maggioritari nei giorni pari e proporzionalisti nei giorni dispari. Delle due l’una: o la legge la decide una forza politica o si cerca un accordo, consapevoli che quando si devono mettere attorno al tavolo forze molto diverse il compromesso è necessario. Un conto è studiare una legge in un’aula universitaria, un altro in un’aula di parlamento, dove la legge si fa con i voti disponibili.

E poi secondo me c’è una cosa antipatica ma evidente e che sarebbe onesto dire: tutto questo travaglio e questa svolta “verso la Prima Repubblica” non è il risultato di trame oscure e complotti segreti. È il semplice effetto di aver voltato le spalle alla stagione delle riforme con il “no” al referendum costituzione. È quello che è rimasto sul tavolo dopo aver rifiutato tutto il resto. Inutile lamentarsi a vanvera: se si rifiuta un sistema maggioritario ci si deve accontentare di uno proporzionale… a meno che non si voglia eleggere il parlamento estraendolo a sorte. Ogni sistema ha pregi e limiti. Se si predilige la governabilità è chiaro che non si può pretendere una rappresentanza esatta del voto (così avviene in Inghilterra, America e Francia…). Se invece si vuole una rappresentanza più fedele è ridicolo strapparsi le vesti perché i partiti devono fare alleanza dopo il voto…

Come sempre scrivere su un giornale e criticare è sempre più facile che sporcarsi le mani e perseguire ciò che è possibile…

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